Il nostro film preferito
di assocuori,
28.04.2009,
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Il gioco del texas hold’em ci fornisce di continuo situazioni di gioco in cui le nostre capacità intuitive, intellettive e percettive sono fortemente sollecitate. Le decisioni che mano dopo mano prenderemo rappresenteranno le scene del film della nostra partita.
Come succede ai registi avremo delle grandi idee che svilupperemo attraverso il modo di giocare determinate mani ed il ‘film’ si rivelerà un successo se sapremo valorizzare al massimo gli attori protagonisti (le carte) e se la trama (l’equilibrio delle giocate nel corso del torneo) seguirà un filo conduttore convincente. Inoltre se sapremo giocare mani difficili riuscendo a mettere in grossa difficoltà gli avversari ‘gireremo’ delle scene ‘madri’ che passeranno alla storia.

Ho utilizzato questa fantasiosa similitudine per introdurvi alla bellezza ed al fascino che presentano alcune mani di partenza che, se si esce dagli standard abituali , son molto difficili da giocare ma che nel contempo possono regalarci immense soddisfazioni se interpretate in maniera ottimale.
Nel corso di importanti tornei giocati live in Italia ed all’estero mi son reso conto che a fronte di una certa strategia di base che si imposta solitamente basandosi su situazioni oggettive, essenzialmente il numero di giocatori, lo stack di partenza ed il livello dei bui; la trama del torneo sarà scritta da noi in prima persona e per questo le mani con cui entrare in gioco rivestono un’ importanza fondamentale.
In quest’ottica ogni mano giocata potrebbe segnare in maniera profonda il nostro destino in un determinato torneo. Molte volte ci si ‘diverte’ un po’ a giocare pocket cards che presentano difficoltà notevoli nella loro gestione ma possono riservare immense soddisfazioni.
In questo post vorrei parlare in particolare dei connectors che hanno un potenziale grandissimo e che possono dare una svolta decisiva sia in negativo che in positivo al nostro torneo.
Riflettendo potremmo affermare che il potenziale maggiore che queste situazioni di gioco presentano risiede nell’ illeggibilità per l’avversario è ciò può fornire un vantaggio veramente enorme.
Se decidiamo di giocare questo tipo di mani per cercare di accumulare un grosso stack dobbiamo ovviamente aver la fortuna di incappare in una mano forte dell’avversario in concomitanza di un nostro set insospettabile. Se quest’ultima situazione è legata certamente al caso, noi da parte nostra possiamo fare in modo che l’avversario non senta puzza di bruciato effettuando per esempio un raise preflop anomalo tale da NON giustificare le carte che possediamo vuoi per la posizione che per l’ammontare della puntata.
Questo fondamentalmente perché l’avversario quando messo in difficoltà cerca le risposte ai suoi dilemmi ripercorrendo a ritroso la storia della mano e quando arriverà all’inizio (la nostra giocata preflop) sarà sviato e non troverà elementi atti a fargli fare le giuste scelte. Ovviamente stiamo parlando di giocate che i novizi devono prendere in considerazione solo per capire quante possano essere le sfaccettature di questo affascinante gioco e pensare di utilizzarle solo quando avranno raggiunto una sicurezza di gioco notevole.
A tal proposito per illustrare meglio il concetto vi racconto una mano da me giocata in un torneo live in questi giorni in cui mi son trovato con 65 di picche in posizione di cut off. Nel piatto è entrato da posizione media un giocatore molto loose e propenso al bluff limpando per vedere il flop ma probabilmente pre-intenzionato a cercare di aggiudicarsi il piatto indipendentemente dallo stesso con una puntata successiva. I bui erano 75 150 a fronte di uno stack di partenza di 8.000 chips con livello della durata di 12 minuti e 35 giocatori inizialmente ai nastri di partenza.
Io, essendo di posizione e non volendo far partecipare i bui alla mano, ho optato per un raise sino a 450 mostrando una mano da asso- carta medio alta, pronto è stato il call dell’opponente ed il flop ha recitato : J34 rainbow.
L’avversario ha puntato 1.100 chips che ho chiamato all’istante; sul seguente 8 al turn, ho subito un’altra puntata di 1.100 puntualmente da me chiamata, e sul river 9 a questo punto l’avversario ha ceduto la parola concedendomi l’opportunità di andare in istantaneo all in nel tentativo ultimo di dar conferma alla mano ‘dimostrata’ con il mio raise preflop.
L’avversario è stato costretto a foldare dichiarando di non avere il J, ma se lo avesse avuto avrebbe avuto la forza di chiamare sapendo che presumibilmente avrei potuto avere un kicker migliore del suo in mano se non addirittura una overpair? Probabilmente no.



