Sanremo ‘Giovani’ e approfondimento sull’ heads up con ‘£uca’
di assocuori,
04.04.2009,
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Vorrei oggi presentare un giocatore non molto conosciuto in quanto ha fatto poche apparizioni live ma che sta ottenendo ottimi risultati on line sulla piattaforma Pokerstars sulla quale è riuscito nell’ impresa di qualificarsi al prossimo EPT di Sanremo.
Luca è un giocatore molto giovane specializzato soprattutto in sit & go ed in heads up. Chiederemo a lui nelle seconda parte dell’ intervista proprio di spiegarci qualche segreto di questa specialità.
Luca, raccontaci qualcosa di te e del tuo approccio al poker?
Mi chiamo Luca Moschitta ho 19 anni e gioco on line su Pokerstars con lo screen name “£uca”. Mi dedico in particolar modo agli heads up high stakes turbo.
Sempre sulla stessa poker room mi trovate spesso iscritto ai tornei più allettanti come appuntamenti fissi e comunque a parecchi tornei dal buy in piuttosto rilevante.
Da quando hanno fatto la comparsa sul sito mi dedico anche agli steps di qualifica agli EPT partendo di solito comunque per lo meno dagli step più alti.
I migliori risultati per ora sono stati un secondo posto ad un grande torneo della domenica qualche mese fa ed un terzo posto ad un torneo six handed delle WCOOP. Devo comunque dire che ho una certa regolarità nell’ andare in the money.
Quando hai cominciato a capire che avevi delle doti notevoli e che il poker poteva diventare un’attività seria?
Sinceramente devo ammettere che inizialmente sono stato stimolato da mera curiosità, nata principalmente seguendo assiduamente i vari programmi sul poker trasmessi sui vari canali televisivi; poco dopo iniziai a giocare “play money” su Pokerstars.
Successivamente mi decisi a depositare i primi €50 sul conto della sala. I primi incontri furono heads-up da €5. Era solo una prova, ma già dall’inizio vincevo strisce di 15-20 heads up a volta. Decisi di conseguenza di alzare il livello di gioco. Ciò che era nato come una curiosità divenne con il passare di poco tempo un vero e proprio lavoro.
D – Vieni dalla Sicilia, ci sono parecchi giocatori che vengono da questa ragione tra i protagonisti italiani, pensi ci sia una scuola siciliana? C’e uno stile di gioco siciliano diverso dagli altri?
Non conosco di persona molti giocatori siciliani; comunque sia non ho mai preso spunto in particolare da qualche giocatore. Pensa che non ho neanche letto un libro sull’argomento.
Sono infatti convinto che il miglior modo per accrescere le proprie abilità sia quello di investire molto tempo nel far esperienza ai tavoli.
Durante la mia ‘carriera’ ho sempre però osservato con attenzione il gioco dei miei avversari e dei giocatori famosi. Devo quindi ammettere che di alcuni giocatori ho apprezzato il modo di giocare e la capacità di gestire le varie fasi del gioco e ciò mi ha permesso di smussare alcuni miei difetti.
Luca Moschitta esordirai tra brevissimo a Sanremo in un torneo molto importante: la tappa italiana dell‘ European Poker Tour: ti senti all’altezza di confrontarti con i migliori?
La partecipazione ad un ept è effettivamente un target che mi ero imposto a partire da quando ho compiuto 18 anni. Dopo un anno di sacrifici finalmente sono riuscito a qualificarmi con gli step ottenendo l’ ambito pacchetto offerto da Pokerstars.
Io sono fiducioso e comunque oltre che confidente in un buon torneo anche sicuro di me stesso per cui penso di aver l’ atteggiamento giusto, poi alla fine del giorno d’esordio tireremo le somme.
La tua specialità on line sono i sit & go e gli hu. Dario Minieri, uno dei giocatori italiani più famosi ( specializzato anche lui in hu) nel corso di un recentissimo intervento in diretta durante l’ EPT di Dortmund 2009 ha parlato in termini lusinghieri di te.
Ti sei ispirato a lui per l’approccio agli HU? Comunque sia ci spieghi alcuni dei tuoi segreti in questa difficile specialità?
Prima di rispondere alla domanda volevo ringraziare Dario per le lusinghiere dichiarazioni spese nei miei confronti.
Sinceramente mi son sembrate addirittura esagerate ma dette da lui hanno un certo significato e mi hanno fatto immenso piacere oltre a darmi rinnovata fiducia.
Riguardo agli heads-up premetto che questa è una disciplina molto soggettiva. Esistono più modi di giocare e più modi di scegliere il livello a cui giocare.
Si può essere forti senza riuscire ad imporsi o anche essere solo intelligenti e minimamente abili e fare montagne di soldi.
Cosa vuoi dire esattamente ci illustri meglio il concetto?
Certamente. Per usare una similitudine si potrebbe sostenere che negli heads-up succede un pò come nel tennis: Puoi essere il Marat Safin di turno, un giocatore che se vuole batte chiunque ma, se non accompagnato da un’ approccio intelligente, finisce col diventare un giocatore dotato di immense capacità ma alla fine battibile, o puoi essere un giocatore intelligente e abile al tempo stesso che magari con meno bravura di Safin riesce a diventare numero 1 del ranking mondiale.
Io penso che l’ intelligenza nel poker comunque interagisca principalmente in questi due fattori:
- la gestione bankroll
- la gestione delle proprie abilità o skills
Quando si parla di gestione del bankroll si intendono tutte le situazioni in cui ci si possono porre le seguenti domande: Sto giocando uno stake troppo alto? Se gioco questa partita rischio troppo? A questo livello ci sono giocatori troppo forti per me? Bisogna sempre infatti giocare uno stake che ci permette di poter giocare tranquilli senza troppa adrenalina e troppi pensieri per la testa.
In caso contrario si finirebbe con il giocare condizionati e probabilmente male e ciò aumenterebbe le nostre possibilità di perdita.
Più un giocatore gioca più tende a migliorarsi. L’abilità nel poker va di pari passo con l’esperienza. Il poker è fatto di gradini: c’è chi li fa più velocemente chi più lentamente, l’importante è farli tutti!
Un pò come per quanto riguarda gli operatori dei mercati finanziari; nel lungo periodo se un trader è vincente i periodi di guadagno saranno più lunghi di quelli di perdite e viceversa. Ciò che incide pesantemente nel ciclo di questi periodi è una brutta bestia chiamata varianza.
La varianza applicata al poker fa si che un giocatore forte o scarso che sia alterni periodi di vincita e periodi di perdita..
L’unico modo per battere la varianza è mutare a mio avviso continuamente lo stake. Se per esempio gioco perdendoli due HU da €5 ed il mio bankroll e la mia esperienza me lo permette giocherò un terzo hu da €10 sapendo che tendenzialmente sono forte anche a questo livello e così via dovesse andar male anche quest’ ultimo.
Non è un approccio un po’ troppo rischioso nel senso che rischi i cosiddetti ‘bagni di sangue’ in giornate poco favorevoli?
A prima vista, questa sembra la strategia più rischiosa per un giocatore. Ma giocare sempre allo stesso stake per troppo tempo significa partire perdenti nei confronti della varianza. Prima o poi vi taglierà le gambe.
Attenzione però, si può incominciare però a prestare attenzione alla varianza solo quando si raggiunge una certa maturità di gioco. In altre parole, ciò non vale per giocatori alle prime armi o ancora troppo inesperti.
Hai snocciolato una serie di ragionamenti molto interessanti e condivisibili, ma forniscici qualche suggerimento tecnico su come affrontare gli avversari nella specialità HU in particolare. Ad esempio prendi note su di loro? Fai di loro delle classificazioni e adegui il tuo gioco all’ avversario o vai dritto per la tua strada e di conseguenza son solo gli altri a subire il tuo gioco?
Il vantaggio di giocare hu online è proprio quello di poter studiare i propri avversari. Giocare a certi livelli significa affrontare molte volte gli stessi giocatori e quindi l’uso delle note è molto importante. I migliori risultati in hup li raggiungo infatti giocando con giocatori di cui grazie alle note prese conosco pregi e difetti.
La strategia da intraprendere durante una sfida 1 vs 1 è questione importantissima. Il primo livello lo dedico sempre a capire se sto affrontando un giocatore tight-aggressive o loose. In base al tipo di giocatore quindi adatto la mia tattica.
Sicuramente se mi troverò di fronte un giocare tight-aggressive giocherò aggressivo preflop e nn ririlancerò sui suoi raise a meno che io non abbia una monster. Se avrò di fronte un giocatore loose giocherò chiusissimo preflop e callerò spesso la puntata al flop anche in bluff quando la posizione mi avvantaggerà.
Comunque sia negli hu è sempre importante guardare la posizione in altren parole chi parla per primo.
Vi sono altre due situazioni da valutare attentamente. Bisogna capire piuttosto velocemente se è il caso di far crecere il piatto o entrare in modalità ‘pot control’ così come se è il caso di lasciare al flop anche con carte buone sapendo che al turn qualsiasi carta cada l’avversario ci butterà una valanga di chips davanti.
Il consiglio è quello di non essere troppo chiusi e a volte per esempio un reraise x2 al turn per evitare una puntata dell’avversario al river può essere davvero una value bet.
Ringrazio Luca e pubblico un’immagine di una fase dell HU che abbiamo giocato tra di noi (vinto da Luca anche se era andato in difficoltà
) sperando che porti bene ad entrambi per il cammino sanremese che ci attende……




