il gioco ‘equo e solidale’
di assocuori,
15.03.2009,
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Questo post dal titolo un pò particolare vuole affrontare il tema dell’ atteggiametno al tavolo nelle prime fasi di un torneo multitavolo. A fronte del classico approccio che prevede un gioco piuttosto tight per diventare più aperti nel gioco con l’alzarsi dei bui, se ne contrappone uno totalmente opposto che trova una sua consacrazione anche in base a logiche matematiche. Addentriamoci ora meglio nei concetti appena accennati partendo da esempi elementari. Quando entriamo in un supermercato molte volte ci soffermiamo a guardare il prezzo di un determinato prodotto e ci chiediamo se il prezzo scritto sull’etichetta sia il ‘giusto’ prezzo da pagare. In maniera del tutto analoga quando giochiamo a poker dobbiamo valutare quale sia il prezzo giusto in base alla nostra mano di partenza e quindi in definitiva se valga la pena entrare in un piatto o meno. Come quando facciamo la spesa non siamo ovviamente in possesso di tutte le informazioni necessarie per fare una valutazione, anche nel gioco non sempre è facile definire quale sia il prezzo equo per entrare in un piatto, e questo fondamentalmente per mancanza di informazioni.
Facendo riferimento ai tornei che siamo abituati a giocare con struttura piu o meno verticale, sappiamo comunque per certo che il valore del big blind (che è il prezzo minimo da pagare per entrare in un piatto ) è destinato inesorabilmente ad aumentare.Partendo da questa certezza, supponendo di giocare un torneo con struttura standard che preveda livelli della durata di un quarto d’ora; se nel primo livello il prezzo minimo equivarrà a 50 chips, al quarto sarà 4 volte tanto cioè 200. Inoltre un rilancio standard al primo livello di 150 (x3) non basterà per pagare nemmeno il big blind 45 minuti dopo. Ci risulterà facile intuire che il prezzo risulta matematicamente più equo al primo livello che al quarto.
Quello che in buona sostanza si vuole sostenere è che che il rischio di giocare per assurdo tutto le mani al primo livello (a patto ovviamente di pagarle quanto stabilito), ha un prezzo ragionevolmente basso rispetto alle possibilità di vincere grossi piatti proprio perché abbiamo giocato any two e quindi abbiamo anche il vantaggio di avere mani illeggibili per gli avversari , pagheremo inoltre molto meno la possibilità di centrare il nostro progetto rispetto a quanto succederà nei livelli successivi. Potremmo in altre parole aver la possibilità di ‘macinare’ chips a prezzi contenuti. Per questa ragione giocatori molto tight sperano di non doversi giocare monster hands nelle prime fasi; c’è il rischio concreto di essere facilmente ’scoppiati’ proprio a causa dell’ottimo rapporto di prezzo esistente all’inizio per vedersi le carte del flop.
Stabilita questa strategia di fondo possiamo comunque selezionare mani che abbiano un minimo di giocabilità anche in base alla posizione in cui ci troviamo ed al numero di giocatori che si pensa entreranno nel piatto (per quest’ ultima valutazione ci baseremo sulla lettura dei tells).
Una domanda che ci può porre è se sia consigliabile questo tipo ti strategia a giocatori alle prime armi. La risposta è senz’altro negativa. Infatti per giocare così son richiesti ottimi skills ed una grande capacità di ’lettura’ del board che ci darà vantaggi nelle puntate in bluff su flop o su board valutati come ‘neutri’. Quindi il ragionamento ‘costa poco allora gioco’ che spontaneamente fanno gli esordienti non regge perchè si scontra con la poca esperienza che hanno nel gestire la mano nel complesso.
ll titolo gioca un pò sulle analogie concettuali del commercio equo e solidale nel quale la differenza tra costo e prezzo del bene è minima. Qui intendiamo invece per ’solidale’ la possibilità che molti giocatori entreranno nel piatto limpando a loro volta per vedere il flop a basso costo.
Concludendo direi che il risultato di questo approccio non è affatto garantito, ma se decideremo di impostare così il nostro torneo ci divertiremo anche nelle prime fasi e ci alleneremo sia sulla lettura degli avversari che su altri aspetti del gioco, quali la continuation bet o la value bet.
Giocatori di esperienza media potranno provare queste strategie in tornei che reputeranno ‘meno importanti’ come una sorta di allenamento.



